24.10.14

To Ischia with love

Dopo un weekend come quello appena trascorso ad Ischia ci sarebbe molto da dire. Ma come spesso accade, di fronte a un turbine di emozioni, le parole vengono meno. Sarà che si nascondono dentro per tenere stretti i ricordi e le sensazioni provate in 3 giorni brevi ma molto intensi. 

Vorrei raccontarvi del mare di fine estate, perchè con 30 gradi mi rifiuto di chiamarlo autunno, dei suoi silenzi, delle sue sfumature. Vorrei raccontarvi di una natura autentica, degli spazi e dei ritmi di un'isola cordiale, ospitale. 
Vorrei mostrarvi la cucina di uno chef stellato, la meticolosità dei suoi collaboratori, le innumerevoli spezie messe in bella vista, i coperchi di rame e i tajine colorati. Vorrei raccontarvi dei suoi piatti, meravigliosi, dai sapori indescrivibili e dall’aspetto più che invitante. Vorrei raccontarvi di come è facile creare un piatto quando la materia prima è eccellente, ma di quanto sia difficile renderlo originale e unico. 
Vorrei raccontarvi di un parco termale, il Negombo, paradiso terrestre per chiunque ami il relax, la natura e il mare.
Vorrei raccontarvi di come ci si sente quando si passa del tempo con delle persone mai incontrate prima ma che ti sembra di conoscere da una vita, di come un weekend di questo tipo riesca a farti dimenticare anche solo per un momento tutti i piccoli problemi quotidiani.
Vorrei mostrarvi delle foto ma sono poche, pochissime. Questa volta i ricordi ho preferito viverli e imprimerli nella memoria. 

Un grazie immenso e dal profondo del cuore a Malvarosa Edizioni per questa splendida opportunità. Un grazie alla giuria: Vaty, Monica, il simpatico Professor Cattaneo, Donatella Bernabò Silorata, Miriam Bonizzi e Alessandra Scollo
E infine un grazie speciale anche alle vecchie e nuove amiche foodblogger incontrate su questo percorso. Ci sono persone che ti entrano nel cuore senza un motivo, senza una ragione, che ti conquistano con uno sguardo o una parola. Mi avete regalato un weekend di puro benessere!

“La felicità è un percorso, non una destinazione.
Dietro ogni traguardo c'è una nuova partenza.
Dietro ogni risultato c'è un’altra sfida.
Finché sei vivo, sentiti vivo.
Vai avanti, anche quando tutti si aspettano che lasci perdere."
[Pensieri di Madre Teresa di Calcutta]

14.10.14

Banana Zebra Chiffon Cake e una vittoria alquanto inaspettata!

Questo post, più di tutti gli altri 290 presenti su questo blog, 
è dedicato a voi.
A quelli che passano di qui, ogni tanto, alla ricerca di una
 ricetta particolare.
A quelli che tutti i giorni vengono a curiosare se c'è qualcosa di nuovo.
A quelli che ad ogni post mettono sempre un mi piace su Facebook.
A quelli che capitano qui per caso ma poi tornano volentieri.
A quelli che in questo blog ci hanno creduto fin dall'inizio e a quelli che l'hanno scoperto da poco.
A quelli che provano le mie ricette e poi mi dicono che 
gli hanno salvato la cena.
A quelli che spendono anche solo 2 minuti del loro tempo per lasciarmi un commento, un pensiero, un semplice saluto.

Vincere il premio nella categoria cooking blog dei Foodblog Awards era una cosa che mai al mondo mi sarei aspettata. E invece ieri come un fulmine a ciel sereno è arrivata la notizia.
Non sono una persona molto autocelebrativa, ma essendo questo un riconoscimento che non capita tutti i giorni, la cosa mi rende felice e molto soddisfatta. 
Grazie a tutti voi che ci avete creduto più di quanto ci abbia creduto io.

Per festeggiare vi offro una fetta di chiffon cake. Probabilmente non ne potete più di questa torta che ormai è ovunque. Anche qui nel blog potete trovarne varie versioni e altre sono in archivio sul mio pc, il fatto è che è una torta troppo versatile. A mio avviso è la torta perfetta. E vi assicuro che questa variante è la migliore provata finora. Alla base semplice ho aggiunto del cacao, che le ha donato quell'effetto marmorizzato, e una banana che l'ha resa ancora più soffice e profumata. 

Banana Zebra Chiffon Cake
Ingredienti per uno stampo da 28 cm:
300 g di zucchero
260 g di farina 00
160 g di acqua
120 g di olio di riso (o semi)
30 g di cacao amaro
7 uova bio
1 banana matura
1 baccello di vaniglia (o estratto naturale)
1 bustina di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di cremor tartaro (o bicarbonato di sodio)

Schiacciate la banana con una forchetta riducendola a purea e tenete da parte.
In una ciotola setacciate insieme le farine, lo zucchero, il lievito e il cremor tartaro. Fate un buco al centro e versate in questo ordine e senza mescolare: l'olio, i tuorli, l'acqua, la banana schiacciata, i semi della bacca di vaniglia.
A parte montate a neve ferma gli albumi con 3 gocce di limone.
Mescolate ora velocemente gli ingredienti nella ciotola fino ad ottenere un composto omogeneo, poi dividetelo in due parti e in una versate il cacao amaro. Mescolate delicatamente per amalgamare il cacao, poi unite metà degli albumi montati nel composto al cacao e l'altra metà nel composto bianco. Incorporate gli albumi nelle due ciotole mescolando dal basso verso l'alto. 
Alternate i due composti nello stampo da chiffon cake senza imburrare nè infarinare!
Cuocete a 165°C per 55 minuti e poi a 175°C per 10 minuti.
Fate freddare completamente il dolce nello stampo capovolto prima di sformarlo.


E ora seguitemi sui social perchè questo weekend vi porto alla premiazione ad Ischia insieme alle altre bloggalline! :-))

8.10.14

Barrette energetiche all'avena, mandorle e burro d'arachidi

Alcune ricerche evidenziano che il tipo di musica che ascoltiamo al lavoro possa determinare il nostro livello di produttività. 
Io organizzo eventi ma passo la maggior parte del tempo in ufficio a scrivere progetti, contenuti per inserzioni pubblicitarie, richiedere preventivi e risolvere problemi. Quando scrivo mi piace farlo con un sottofondo musicale, principalmente per esternarmi dal telefono e dai colleghi che transitano nel mio ufficio per fare dei (lunghi) brief con il direttore creativo. In secondo luogo perché ho notato che con una musica nelle orecchie, tendo ad essere più creativa.
Immaginate di dover scrivere il testo di uno spot radiofonico per un concorso a premi mentre i vostri colleghi parlano di come rappresentare il marchio di un'azienda che produce tubi o creme per i piedi. Vi assicuro che mantenere la concentrazione non è cosa da poco! Invece con auricolari nelle orecchie e musica soft, mi estraneo al punto giusto per lavorare con più serenità e dare libero sfogo alla mente.
Dimenticavo, la musica jazz e chill out mi permette di concentrarmi anche mentre sgranocchio una di queste barrette...
Fino a ieri mi chiedevo: "Possono delle barrette energetiche essere sia dietetiche che golose?" Guardando le migliaia di ricette che si trovano in rete direi proprio di sì...
E dopo averle fatte in casa ne ho l'assoluta certezza! A dirla tutta, queste non sono proprio così light vista la presenza del burro d'arachidi ma presto ve ne presenterò altre veramente dietetiche! Ormai per me sono diventate una vera e propria droga!!


Ingredienti per circa 8 barrette:

unità di misura: tazza da 200 ml

1 tazza di datteri
1/4 tazza di miele (o sciroppo d'acero o di agave per l'opzione vegan)
1/4 tazza di burro di arachidi 
1 tazza di mandorle tostate non salate
1 tazza e 1/2 di fiocchi d'avena 

aggiunte opzionali: gocce di cioccolato, frutta secca, noci, chips di banana, etc.

In un robot da cucina tritate i datteri, finchè otterrete una "pasta" come consistenza. Metteteli in una ciotola insieme all'avena e alle mandorle tritate grossolanamente. 
Scaldate il miele con il burro d'arachidi in un pentolino a fuoco basso. Mescolate e versate il liquido sopra la miscela di avena e mescolate per amalgamare bene gli ingredienti. 
Trasferite il composto in una teglia o un piatto rettangolare, foderato con della carta da forno. Premete il composto cercando di appiattirlo uniformemente. Coprite con della pellicola trasparente e lasciate in frigo per alcune ore per farlo indurire.
Quando il composto sarà solido, rimuovetelo dalla teglia e tagliatelo a barre (a me ne sono uscite 8 ma dipende da quanto le tagliate spesse).  
Conservate in un contenitore ermetico per al massimo di un paio di giorni. 

Note:
- potete utilizzare anche uno stampo da plumcake ma in tal caso usate meno composto, altrimenti otterrete delle barrette molto alte
- sbizzarritevi con l'aggiunta di altri ingredienti a piacere e fatemi sapere se vi piacciono!

E voi ascoltate musica al lavoro? Raccontatemi di cosa vi occupate nella vita al di fuori del blog.... 
Sono una curiosona..... #sapevatelo!

ShareThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...